febbraio 14, 2011 | In: Scienze e tecnologia

L’Astrofisico precario che riesce a misurare i buchi neri

Fabrizio Tamburini, veneziano, 48 anni e più di 60 pubblicazioni scientifiche, annuncia di aver risolto ”il problema della misurazione della rotazione dei buchi neri con le vorticità elettromagnetiche”. Mentre dall’estero gli si profilano massimi riconoscimenti, all’università di Padova resta assegnista ricercatore a contratto annuale, 1.300 euro al mese. Il team di ricercatori internazionali guidato da Fabrizio Tamburini dell’Università di Padova ha fornito quindi la prova della rotazione dei buchi neri.  Robert Williams, uno dei maggiori astrofisici mondiali, commenta “Queste sono le conferme teoriche che guidano le scoperte fondamentali nella Fisica Moderna”. La Relatività Generale di Einstein è, a oggi, la teoria più completa della gravitazione capace di descrivere in modo completo ed elegante il moto dei corpi celesti e la struttura dell’Universo. Dall’anno della sua formulazione, il 1916, non capita spesso di scoprire un nuovo fenomeno che, non solo permette di verificare ulteriormente la teoria, ma promette anche di diventare un nuovo test per l’astrofisica. Questo è il risultato del lavoro, appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Physics domenica 13 Febbraio 2011, dal team di ricercatori internazionali guidato da Fabrizio Tamburini dell’Università di Padova. Secondo i risultati teorici e numerici di Fabrizio Tamburini, Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova, Bo Thidé dello Swedish Institute of Space Physics di Uppsala, Gabriel Molina-Terriza, QSciTech and Department of Physics and Astronomy dell’australiana Macquarie University, e Gabriele Anzolin, ICFO – Institut de Ciències Fotòniques del Parc Mediterrani de la Tecnologia di Barcellona, un buco nero rotante causerebbe una torsione nella luce che vi passa accanto, generando delle vorticità nei fotoni. Questo fenomeno permetterebbe di evidenziarne il moto di rotazione e aiuta a risolvere questioni astrofisiche d’avanguardia come quelle legate ai buchi neri supermassicci all’interno delle galassie o dei nuclei galattici attivi. «Questo lavoro – dice Fabrizio Tamburini – è il frutto di più di un anno di collaborazione internazionale fra 4 ricercatori, due dei quali ancora precari, che hanno fuso competenza di Relatività, Astronomia, Ottica Quantistica e Astrofisica. Le nostre equazioni e le simulazioni numeriche di Relatività Generale dimostrano che un buco nero in rotazione genera delle vorticità nella luce che gli passa accanto. Questo permetterà di risolvere problemi fondamentali dell’astrofisica come spiegare la natura dei buchi neri al centro delle galassie e diventare un nuovo test per determinare la correttezza della Relatività Generale stessa. Il prossimo passo si spera possa essere quello di passare alla fase sperimentale, fondi permettendo».  Questi risultati spalancano nuovi orizzonti a nuovi test osservativi della relatività generale e dei fenomeni quantistici della gravitazione legati alla radiazione di Hawking, ma prima di questo, la torsione della luce apre la strada a nuove eccitanti possibilità nel campo della fisica dei buchi neri.

Maila Nuccilli

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