febbraio 25, 2011 | In: Ambiente

Un cane grande o due mici, nel veronese tetto massimo per amici a quattro zampe.

Un cane di grossa taglia, oppure due piccoli. E mai più di due gatti. Queste le nuove regole per chi vive in un appartamento di Sorgà, comune a trenta chilometri da Verona, dove arriva il tetto massimo per gli animali domestici. A presentare in consiglio comunale il regolamento inedito è il sindaco Giovanni Battista Bazzani che vuole sapere inoltre quanti amici a quattro zampe ci sono in ogni casa del paese. A riportare la notizia è ‘La Stampa’.Per chi ama tanto sia i cani che i gatti ha un’opzione dedicata: può tenere massimo un gatto e un cane di media o piccola taglia. E stare fuori dal centro non aiuterà: per le case singole o le villette a schiera con giardino il regolamento impone un’area minima di 100 metri quadri per animale e comunque non più di tre cani o quattro gatti. Giovanni Battista Bazzani, 52 anni, un’impresa di costruzioni e due figli, prosegue ‘La Stampa’, si dichiara grande amico degli animali ed è difficile smentirlo: possiede tre cani (‘ma uno è uno yorkshire, più che altro per le donne di famiglia, a me piacciono di grossa taglia’), e quattro cavalli ai quali dedica ampie porzioni del suo tempo libero. Il punto è questo, dice. ”Primo, non mi sono inventato niente. La materia è già regolamentata dalla Regione, che stabilisce il numero massimo di animali d’affezione che possono essere tenuti in una ‘civile abitazione’. Massimo cinque cani e dieci gatti. Va bene, ma io mi chiedo: cosa si intende per ‘civile abitazione’?. Se uno tiene cinque alani in un appartamento di 60 metri quadrati, come sindaco devo preoccuparmi o no?”. Nessun limite al numero di cani e gatti da coccolare in casa, ma piuttosto “un possesso responsabile, che punti sempre e comunque al benessere degli animali”, è il commento di Marco Melosi, vicepresidente dell’Associazion  nazionale medici veterinari italiani (Anmvi). “E’ fuori luogo – spiega Melosi all’Adnkronos Salute – limitare il numero di cani e gatti come fossero oggetti qualsiasi. E’ chiaro che, come stabiliscono anche le ultime ordinanze emanate dal ministero della Salute, è il proprietario a dover badare al benessere dei suoi animali, garantendo loro condizioni di vita ottimali, il giusto spazio per muoversi e le attenzioni di cui hanno bisogno. Il tutto, oltre a essere responsabili dell’incolumità degli altri rispetto alle azioni del loro animale”.


A cura di Maila Nuccilli

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