settembre 28, 2011 | In: Italiani nel mondo, Politica

Il sen. Gianpiero D’Alia (Udc) presente a Baires al IV°Congresso MAIE

Buenos Aires 28 settembre 2011:- Gianpiero D’Alia: “Commosso dalla partecipazione dei giovani al Congresso del MAIE.”
Il senatore GIANPIERO D’alia, siciliano, capogruppo dell’UDC al Senato, è tornato in Argentina,questa volta per partecipare al Congresso nazionale del MAIE e a vari incontri e conferenze di cui è stato protagonista a Rosario, invitato dalla senatrice Mirella Giai, residente a Rosario, eletta nelle liste del MAIE e inserita nel gruppo dell’UDC al Senato.Durante una pausa dei lavori del congresso, il senatore D’alia ha concesso una intervista alla TRIBUNA ITALIANA.
Ecco le sue dichiarazioni:
TRIBUNA ITALIANA: L’Italia sta attraversando una crisi e la situazione politica italiana è in costante movimento. Un giorno si parla di elezioni anticipate, il giorno dopo si sostiene che il governo durerà fino alla fine della legislatura. Un giorno la maggioranza dice che è autosufficiente, l’altro sostiene che potrebbe allargarsi all’UDC, proponendo, in cambio, per fare un esempio, una nuova legge elettorale. Quale è la situazione dal punto di vista dell’UDC?
GIANPIERO D’ALIA – Dal nostro punto di vista é abbastanza semplice da spiegare. L’Italia, come l’Europa, sta attraversando un periodo di crisi economica e sociale. ovviamente ogni paese l’affronta in base alle forze che ha e alla forza politica che ha. L’Italia ha dei problemi strutturali nella sua economia che rendono difficile affrontare la crisi, perché il nostro é un paese che cresce poco economicamente, che ha un sistema previdenziale troppo oneroso, che comunque non garantisce il futuro dei giovani, é un paese che ha bisogno anche di una serie di liberalizzazioni per svincolarlo da una serie di corporazioni e di interessi e di legami corporativi, che non consentono all’economia di crescere come dovrebbe.
Ha anche una difficoltà politica perché la maggioranza che ha vinto le elezioni, in questi tre anni si è progressivamente indebolita ed ha mostrato di non avere quella forza e quella autorevolezza necessarie per affrontare e fare quelle riforme che ci volevano.

Noi dell’UDC l’avevamo previsto e l’avevamo detto già nel 2008 e il nostro leader, il presidente Casini, coerentemente con ciò che ha detto il nostro partito, ci ha portati fuori dai blocchi alla competizione elettorale. oggi tutto quanto avevamo detto tre anni fa, si sta purtroppo, puntualmente, verificando.

L’UDC quindi, non é un partito buono per ogni stagione. Noi stiamo coerentemente all’opposizione a questo governo, ma lo facciamo con senso di responsabilità e quindi votando i provvedimenti che riteniamo che possono essere utili al Paese e non votando i provvedimenti che riteniamo essere dannosi all’interesse generale del Paese.

E’ evidente che tutto questo ci colloca in una posizione privilegiata dal punto di vista politico, perché oggi l’unione di centro é determinante per le future elezioni politiche, ma é determinante anche la sua azione politica, che dev’essere una politica moderata, che aiuta la famiglia e il ceto medio italiano e che riesce a fare quelle riforme di cui l’Italia ha bisogno.
TRIBUNA ITALIANA: Ma oggi Berlusconi è il problema, oppure è la scusa per coprire altri problemi, altre mancanze del sistema politico?

GIANPIERO D’ALIA – No, Berlusconi è una parte dei problemi dell’Italia, perché nonostante abbia avuto un grande consenso elettorale e sia uscito molto più forte dalle elezioni politiche del 2008, ha sprecato questo consenso, quella fiducia che gli italiani gli avevano dato e se oggi ci troviamo in questa posizione di difficoltà, è perché la maggioranza che ha vinto le elezioni, non é stata capace di affrontare in maniera efficace, i problemi del Paese.

TRIBUNA ITALIANA: Ma in questo contesto come si inseriscono la Udc e il terzo polo?

GIANPIERO D’ALIA – Il terzo polo si chiama proprio cosí perché accetta la sfida del bipolarismo.
Si tratta di una proposta diversa, da quella fallimentare che la destra e la sinistra italiana hanno rappresentato. Nel 2006 ha vinto le elezioni il centrosinistra con Prodi e la legislatura è durata due anni perché è andata in crisi per le contraddizioni interne a alla stessa sinistra. La stessa cosa sta avvenendo con Berlusconi, per cui agli italiani bisogna offrire un’ alternativa, un progetto diverso, che metta l’Italia nelle condizioni di essere governata come questo grande Paese merita.

TRIBUNA ITALIANA: Ma sono compatibili queste forze? Penso a Casini, a Rutelli che viene dalla sinistra e Fini che viene dalla destra.

GIANPIERO D’ALIA – Fini é stato uno dei cofondatori del partito del Popolo delle Libertà insieme a Berlusconi. Rutelli è stato il cofondatore del Partito Democratico insieme a Veltroni. Se questi due leader convergono su questo progetto alternativo, significa che queste forze che loro hanno contribuito a creare, non sono utili al governo del Paese e quindi che la pensano esattamente come la pensa il nostro leader l’on. Casini. Insieme a tanti vogliono costruire in Italia e all’estero, un Paese migliore.
Da qui anche l’accordo col MAIE che fa parte anche del terzo polo, che lavora al Senato e alla Camera con l’UDC con il contributo preziosissimo della senatrice mirella Giai e dell’onorevole Ricardo Merlo.
TRIBUNA ITALIANA:

Si parla sempre più spesso della modifica del voto degli italiani all’estero. Qual’è la posizione dell’UDC?

GIANPIERO D’ALIA – C’è un tentativo da parte del governo e della maggioranza di rendere marginale il ruolo degli italiani all’estero nella politica italiana. Questo sta avvenendo con la riforma dei Comites e del Cgie, con il rinvio delle elezioni di questi importanti organismi, non mettendo i nostri connazionali all’estero nella condizione di poter eleggere i propri rappresentanti in queste istituzioni che sono fondamentali nel collegamento tra le istituzioni italiane e i nostri connazionali all’estero. Nel tentativo che viene dalla Lega, che è un partito di governo, di abolire la rappresentanza in Parlamento degli italiani all’estero. Perché la Lega é un partito egoista. Lo è nei confronti degli immigrati che arrivano in Italia e lo é nei confronti degli emigrati che
dall’Italia sono partiti.E questa la dice lunga sul fatto che ci sia un problema. Noi ci stiamo battendo insieme al MAIE perché si faccia una legge valida per Comites e Cgie, ma perché il valore degli italiani all’estero sia riconosciuto in Parlamento, anche evitando che a volte vengano male rappresentati, come in alcune circostanze, purtroppo, è avvenuto.

TRIBUNA ITALIANA: L’UDC ha un proprio progetto per la riduzione dei parlamentari?

GIANPIERO D’ALIA – Noi riteniamo che sia opportuna la riduzione del numero dei parlamentari, abbiamo presentato diversi progetti, abbiamo presentato dei progetti di semplificazione dello Stato, prevedendo per esempio l’abolizione delle province che è un ente intermedio tra comuni e regioni, che sono anche dispendiosi per i cittadini italiani e lavoriamo su questa direttiva, con grande difficoltà perché la maggioranza di governo dice di voler fare le stesse cose che diciamo noi, ma poi ostacolano le riforme.

TRIBUNA ITALIANA: Oggi c’è un’immagine molto negativa della politica, si parla della “casta” dei politici. Coinvolge tutti?

GIANPIERO D’ALIA – Noi riteniamo che oggi i cittadini vogliono una politica che risolva i loro problemi. Quando questo non avviene, quando la politica appare lontana, quando i cittadini vedono i politici distratti da altre cose che con la politica non hanno nulla a che vedere, evidentemente questo alimenta un sentimento antipolitico e questo rischia di colpire tutti, maggioranza e opposizione. In realtà la causa principale di questo sentimento antipolitico é la inefficienza del governo della maggioranza, che pur avendo avuto un grande consenso e aver alimentato forti aspettative negli elettori poi non ha dato nessuna risposta, anzi, ha dato l’immagine di una nave senza comandante, totalmente allo sbando e con, diciamo cosí, i principali marinai di questa nave, interessati a fare altro, più che il bene del Paese.

TRIBUNA ITALIANA: Il clima di entusiasmo che ha trovato qui tra i giovani, la voglia di
partecipazione, li trova anche in Italia?

GIANPIERO D’ALIA – mi ha colpito molto, mi sono commosso, perché ho visto una grande partecipazione, non solo dei nostri connazionali che tradizionalmente hanno coltivato l’identità italiana, ma soprattutto da parte dei giovani, che guardano con interesse al nostro paese e che sono e il futuro della realtà associativa e i futuri – anzi devono diventare gli attuali – ufficiali di collegamento fra l’Italia e i nostri connazionali.Questo ci fa sperare, perché cresce una nuova generazione di ragazzi che vedono l’Italia, non come un momento di distacco doloroso, ma come opportunità e come risorsa, per cui noi questi ragazzi li dobbiamo aiutare, li dobbiamo
sostenere e il MAIE sta facendo un lavoro bellissimo, splendido in questo senso, perché in ogni circoscrizione consolare ho visto che insieme ai referenti del movimento che lavorano attivamente, ci sono anche i referenti giovani e vedo un grande movimento giovanile che ci fa ben sperare. Che è quello che abbiamo percepito nel partito anche a livello nazionale, perché noi siamo figli di una  ricca cultura politica che è quella del partito della Democrazia Cristiana, che ha fatto del  radicamento nel territorio e della organizzazione e del confronto, grandi strumenti della politica italiana. E quindi per noi é come stare a casa nostra. Ci troviamo nella stessa condizione e troviamo gli stessi sentimenti e le stesse sensazioni.

TRIBUNA ITALIANA: Gli italiani all’estero son una risorsa, continuano ad essere una risorsa per l’Italia?

GIANPIERO D’ALIA – Sono una risorsa per tre ragioni fondamentali.La prima perché alimentano un sentimento patriottico nazionale, che non é mai sufficiente. Questo è cosí in Italia, figuriamoci all’estero. In secondo luogo perché rappresentano una risorsa e una opportunità per l’Italia dal punto di vista economico, perché la presenza dei nostri connazionali residenti è la rete più efficiente che ci possa essere per promuovere e migliorare l’economia e anche il made in Italy. La terza perché, con il loro sacrificio, con il loro lavoro, danno una immagine dell’Italia che forse, una parte della politica italiana, purtroppo non da.

TRIBUNA ITALIANA: E’ necessaria una nuova legge di cittadinanza?

GIANPIERO D’ALIA -Una seria discussione sulla legge di cittadinanza bisogna farla, per capire se va adeguata, per capire se ci sono maglie troppo larghe o maglie troppo strette. E’ un dibattito che anche il MAIE sta affrontando con molta serietà e quindi noi aspettiamo anche di conoscere qual’è la loro opinione, per lavorare unitariamente insieme, al Parlamento.

 

Intervista  rilasciata dal sen. Gianpiero D’Alia, capogruppo Udc al Senato, alla Tribuna Italiana  il 27 settembre.

I commenti sono chiusi.

-->
Questo sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di terze parti. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy
x