ottobre 11, 2011 | In: Ambiente

WWF: “NUOVA ZELANDA, 1700 TONNELLATE DI PETROLIO POTREBBERO FINIRE IN MARE”

“Siamo profondamente preoccupati per la minaccia che il petrolio rappresenta per la nostra fauna marina, soprattutto per uccelli marini e delfini. Le prossime ore sono cruciali per evitare una catastrofe ambientale.  Se le cattive condizioni atmosferiche dovessero danneggiare la nave c’è il rischio che fino a 1700 tonnellate di petrolio fuoriescano in mare, con risultati catastrofici per la fauna selvatica, le spiagge e le persone”. Lo afferma il WWF Italia in una nota che in queste ore è in contatto con i colleghi della Nuova Zelanda, giunti a Tauranga per offrire il proprio sostegno in risposta alla marea nera che si sta riversando sulla regione e che nelle prossime ore incontreranno le autorità marittime della  Nuova Zelanda, l’Università e i gruppi locali di ambientalisti. Le specie a rischio.“Conosciamo  tutti molto bene quali sono gli effetti del petrolio sulle penne dei nostri uccelli marini come cormorani, berte, sule e pinguino minore blu. – afferma Isabella Pratesi, Direttore Politiche di Conservazione Internazionali del WWF Italia – Se raggiunti in tempo possono essere raccolti e portati in centri di soccorso specializzati per essere lavati e riabilitati. L’area colpita dallo sversamento riveste una notevole importanza per uccelli rari, endemici o a rischio estinzione come uccelli delle tempeste, pittime, procellarie, piovanelli e molti altri trampolieri e limicoli. E’ fondamentale che gli ecosistemi delle zone umide importanti come l’estuario Maketū e quelli dell’isola Matakana siano  protetti”. I dubbi sui solventi utilizzati per disperdere gli idrocarburi che fuoriescono dalla nave cargo. “L’autorità Marittima della Nuova Zelanda si sta muovendo per raccogliere il petrolio sversato dalla nave Rena e prevede anche di continuare a utilizzare il Corexit: controverso disperdente, simile a quello utilizzato nel Golfo del Messico. Anche se ogni situazione è diversa, e sosteniamo gli sforzi di coloro che sono coinvolti nel contenere la fuoriuscita di petrolio, chiediamo cautela nell’uso dei solventi disperdenti dei s visto che non rimuovono il petrolio  e che ci sono ancora molte domande senza risposta circa il loro impatto ambientale”. Il WWF si augura sinceramente che questo incidente non diventi una tragedia per una regione con valori così alti della biodiversità marina in grado di supportare la fauna selvatica, la pesca commerciale e ricreativa e le immersioni subacquee, sport acquatici e il turismo.

A cura di Maila Nuccilli

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