novembre 10, 2011 | In: Ambiente, Scienze e tecnologia

Biocombustibile per aerei: funziona!

Londra, 10 nov 2011 - Da Anchorage la Alaska Airlines, il vettore aereo dello stato più a nord degli Stati Uniti d’America, ha annunciato di voler utilizzare biocombustibile su ben 75 voli mensili.
Non si tratta di un annuncio da poco. Fino ad ora infatti, molte linee aeree, tra cui ricordiamo anche Lufthansa, avevano provato in via del tutto sperimentale l’utilizzo di miscele di biocombustibile sui loro velivoli jet. A seguito di queste sperimentazioni ,a United Airlines aveva introdotto, sempre in via sperimentale, un volo passeggeri su una linea domestica.
Per la prima volta adesso, una linea aerea passeggeri decide di voler invertire decisamente la rotta su questo punto. 75 voli passeggeri al mese, biocombustibile prodotto dalla Dynamics Fuels della Lousiana utilizzando sottoprodotti derivati da oli esausti e residui di produzione di carne bovina. Questo biocombustibile risulta chimicamente indistinguibile dal comune “JetA” e la sicurezza aerea viene quindi sempre garantita.

Quello che non viene garantito affatto è invece il prezzo. Il biocombustibile miscelato costa sensibilmente più del JetA, ben quattro volte sul mercato attuale. La Alaska Airlines confida peraltro che con l’uso industriale il prezzo possa scendere sensibilmente, sicura anche che il pubblico, in particolare quello under 50, accetterà con favore questa innovazione “verde”.

Guido Rosei

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