gennaio 20, 2012 | In: Ambiente

WWF: Efficienza energetica, è ora di girare pagina e preparare il Paese al futuro, non c’è nulla di più inefficiente della retorica

Venezia – 20 gennaio 2012 – Il primo rapporto dell’Enea sull’Efficienza energetica ha offerto una interessante fotografia  della mancanza di governo che ha caratterizzato tutta la politica energetica negli ultimi anni: questo quanto sostenuto dal WWF. I risultati ottenuti sono dovuti  in parte alle innovazioni di un passato ormai lontano e in parte a provvedimenti meritori, ma settoriali; in larga parte la riduzione dei consumi è dovuta alla crisi economica. Questo, secondo quanto dichiarato in un comunicato dell’ufficio stampa del WWF Italia,  espone il Paese a un ritorno a livelli alti di consumo e di emissioni, oltre che a un forte sbilanciamento per il reperimento dei combustibili (fossili). Occorre dare avvio a una fase di reale governo della transizione verso un’economia a basso tenore di carbonio, spostando risorse dai settori tradizionali a quelli innovativi, in primis quelli votati al risparmio e all’efficienza energetica e alle fonti davvero pulite e rinnovabili. In tutto il mondo, questa rivoluzione è in atto, e le basi sono state poste da anni, con adeguate strategie e interventi coordinati.  E’ tempo che il Governo, il Parlamento, le forze sociali e culturali colmino il gap, di pensiero e azione, che rischia di tagliar fuori l’Italia dall’economia del futuro. “Il primo round di dibattito che è seguito alla presentazione, però, ci ha offerto un quadro desolante: l’Italia rischia di morire di retorica, mentre il resto del mondo agisce –ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Policy Clima ed Energia del WWF Italia. “Si è sentita riproporre la vecchia e stantia contrapposizione tra efficienza energetica e rinnovabili, quando è di tutta evidenza che sono due facce della stessa scelta: se qualcuno ha dei dubbi, legga tutti i rapporti usciti negli ultimi anni, a cura di Governi, think tank e associazioni ambientaliste. Anche la contrapposizione tra approccio ambientale e approccio industriale fa parte del dibattito del secolo scorso: oggi la decarbonizzazione è un must non solo per garantire il pianeta contro i l cambiamento climatico disastroso, ma anche per intraprendere la strada dell’economia del futuro e per assicurare la sicurezza energetica dell’Italia e dell’Europa. Non una parola è stata detta stamane, invece, sulle scelte anche industriali che devono garantire un ruolo al nostro paese nell’economia che sta cambiando. Addirittura, le rinnovabili sono viste come la ‘via tedesca’ (ignorando lo sviluppo travolgente che stanno avendo a livello mondiale) contrapposta a una via “italiana” che sarebbe l’efficienza energetica: una politica che l’Italia non ha certo perseguito, visto che l’allora presidente Berlusconi dichiarò che l’Italia  era contraria a che l’obiettivo europeo di risparmiare il 20% dei consumi energetici entro il 2020 fosse reso  obbligatorio.  E’ dunque evidente che per rilanciare l’economia verso il futuro, l’Italia ha bisogno di uscire dalla retorica e da un’impostazione tesa a garantire i privilegi del passato, porsi obiettivi di breve, medio e lungo periodo con una visione strategica dell’economia decarbopnizzata, individuare ed attuare subito la transizione in tutti i settori, per limitare al massimo i contraccolpi sociali. Il primo banco di prova sarà costituito dalla nuova Direttiva sull’Efficienza Energetica attualmente in discussione sia nel Consiglio che nel Parlamento Europeo”.

Maila Nuccilli

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