gennaio 26, 2012 | In: Scienze e tecnologia

ACTA contro tutti – battaglia sui diritti d’autore

Venezia, 26 gen 2012 – Appena terminata la campagna vinta (a metà) contro PIPA e SOPA, il popolo del web sta affilando le sue armi digitali contro il nuovo spettro: ACTA (Anti-Counterfeit Trade Agreement) accordo contro la contraffazione. Si tratta di un testo che viene condiviso e accettato da diversi Paesi (Stati Uniti, Corea, Marocco, Singapore, Giappone, Canada e Nuova Zelanda per iniziare) e che ora è al vaglio della UE.
Al suo interno questo “accordo commerciale tra Paesi” ha un sibillino articolo ove si parla di introdurre sanzioni per ISP che “favoriscano la pirateria su scala commerciale”.
Ciò potrebbe quindi significare che determinati siti stile Youtube o Google dovrebbero di fatto controllare tutti i contenuti per decidere se “censurarli” oppure pubblicarli. Tutto questo riporta sempre allo stesso problema di sempre: un tentativo, forse patetico, di tornare al Web 1.0 dopo anni che siamo nel 2.0 ovvero che ci si è evoluti da pubblico di consumatori a pubblico di produttori e condivisori di materiali offerti liberamente dai produttori stessi alla libera condivisione.
Sopra ogni altra considerazione la consapevolezza che internet lo usiamo noi civili in quanto molti anni fa i militari lo hanno liquidato perchè, appunto, pieno di “buchi”. Il tentativo di riempire quest’ultimi con leggi non sembra convincere nessuno, si tratta forse dell’estremo tentativo dei grossi produttori di contenuti che non investirono nel recente passato su questo mezzo e che ora sono impreparati ed impauriti ad affrontarlo. Solo con la ricerca scientifica e tecnologica si potrà risolvere il busillis del copyright, per una causa vinta ci saranno sempre milioni di contenuti ancora condivisi in tutto il mondo. Sic transit gloria mundi.

Guido Rosei

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