febbraio 7, 2012 | In: Ambiente

L’indolenza ci salverà. Potere ai gatti.

Roma, 7 feb 2012 - Pigri e quasi sempre addormentati sulla poltrona, i gatti domestici sembrano spassarsela allegramente sulle spalle dei loro cosidetti padroni. Ma non sembra proprio essere così la storia, almeno secondo un recente studio di Alan Beck, direttore del Centro di ricerca sul rapporto uomo-animale della Purdue University (Usa). Un semplice e apparentemente innocuo gatto domestico, in realtà un carnivoro evolutissimo, viene calcolato in questo studio, riesce in soli sei mesi di vita a uccidere almeno 9 animali fra topi, uccelli, serpenti e rane.

Se apparentemente sembra una cifra irrisoria, provate a calcolare quante migliaia di roditori invasivi riescono a “fermare” l’esercito di nove milioni di gatti, calcolato solo per il Regno Unito.
Laddove, infatti, il felix domesticus non è presente, vi è stata una proliferazione di ratti e conseguentemente una diminuzione di specie animali quali gli uccelli (i ratti infatti si nutrono anche di uova d’uccello), con conseguenze gravissime da un punto di vista ecologico e delle malattie. Una diminuzione della popolazione dei gatti potrebbe favorire altri predatori quali volpi e lupi che si nutrono anch’essi di piccoli roditori.
Alcune nazioni come il Belgio vorrebbero sterilizzare tutti i gatti presenti sul loro territorio, ma alla luce di questi studi forse potrebbero rivedere questa posizione. Senza dimenticare il detto di Leonardo da Vinci: “Il più piccolo, tra i felini, è un capolavoro”.

Guido Rosei

I commenti sono chiusi.

-->
Questo sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di terze parti. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy
x