marzo 27, 2012 | In: Ambiente, Scienze e tecnologia

James Cameron nella Fossa delle Marianne. Dal 1960 non accadeva.

Venezia, 27 mar 2012 - E’ il terzo uomo ad arrivare ad oltre dieci chilometri sotto il mare nel punto più profondo dei mari: la fossa delle Marianne a 500 miglia dall’isola di Guam nel Pacifico. Prima ci erano riusciti il mitico Picard, poi nel 1960 Don Walsh e ora il regista James Cameron, famoso per i suoi film di realtà virtuale come Avatar e Titanic.
Si e’ trattato di una spedizione scientifica condotta con mezzi che più di cinquanta anni fa non potevano neanche essere immaginati. Intanto le telecamere a 3D e poi un set completo di strumenti che hanno accompagnato Cameron nel suo “tuffo” nell’abisso, da solo dentro il batiscafo Deepsea Challenger.

Tre ore circa per arrivare in fondo e settanta minuti per risalire sulla superficie dove è stato ripreso e portato a bordo della nave appoggio. Si è trattato di una grande impresa perchè lo studio degli abissi sotto il livello dei 6000 metri è tutt’ora in fase sperimentale. E ora nuove idee e nuovi approcci tecnologici rendono la scoperta di questo mondo poco conosciuto più vicina. Si tratta, a detta di Cameron, non di un tentativo spettacolare e basta, e neanche di riprese finalizzate a scopi meramente commerciali, bensì di un inizio di un nuovo programma scientifico in grande stile.

Guido Rosei

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