luglio 6, 2012 | In: Italiani nel mondo, Politica

GIAI:” Dichiaro a nome mio personale e del mio Gruppo in Senato il voto contrario alla posticipazione delle elezioni del Comites e del CGIE”

Roma, 6 luglio 2012: - Ancora una volta sono state posticipate le elezioni del Comites e del CGIE. Nella seduta del 4 luglio scorso al Senato si è votato per la conversione in legge del decreto-legge n. 67, recante disposizioni urgenti per il rinnovo dei Comites e del CGIE. La sen. Mirella Giai (Coordinatrice MAIE -America latina) ha votato contro l’ ulteriore rinvio di queste elezioni e ha espresso il suo forte dissenso nell’ intervento in Aula,  anche a nome di tutti il Gruppo al Senato  (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI).

“E’ accaduto per la prima volta che un gruppo compatto di senatori ha votato secondo quanto indicato dal rappresentante degli italiani all’estero del MAIE – ha commentato il presidente Ricardo Merlo, che ha aggiunto – La sen. Mirella Giai, merita il nostro applauso, perché ha difeso gli interessi degli italiani residenti all’estero e ha convinto tutto il gruppo a votare contro questo provvedimento. Mirella Giai non ha mai abbandonato i suoi principi e non ha mai neanche pensato di venir meno all’impegno preso con i nostri elettori! Siamo orgogliosi e riconoscenti a questa grande donna che non smette di lottare per difendere i nostri diritti.”

Antonella Rega

 

 

Di seguito l’intervento della sen. Giai nella seduta n. 758 del 04/07/2012

GIAI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIAI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signora Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, ancora una volta ai cittadini italiani all’estero viene negato l’elementare e fondamentale diritto democratico che attendono dal 2009, anno in cui avrebbero dovuto votare per il rinnovo dei propri organismi di rappresentanza. Infatti, l’urgenza che il Governo invoca, per l’approvazione del decreto-legge oggi in discussione, è rappresentata oltre che da un’ulteriore proroga per il rinnovo delle elezioni dei Comitati e del Consiglio generale degli italiani all’estero al 2014, anche dall’introduzione delle modalità di voto mediante l’utilizzo di tecnologia informatica.

In realtà già il rinvio delle elezioni, secondo il mio modesto punto di vista, è frutto di un totale disinteresse per i nostri connazionali, aggiungiamoci poi il voto on-line e il gioco è fatto. La partecipazione al voto creerà situazioni di smarrimento per chi non è in possesso di un PC o per chi, viste le ampie distanze che separano molte città, non potrà raggiungere la più vicina sede consolare per ottemperare ai propri doveri. Il Governo – anche se non è quello attuale ma il precedente – alla fine avrà il sopravvento e otterrà il suo scopo sopprimendo i COMITES e il CGIE.

Tornando al provvedimento, vorrei ricordare come nel 2009, a naturale scadenza quinquennale, con l’approvazione di un decreto-legge sia stato disposto il rinvio al 2010. Un successivo decreto-legge del 2010 le posticipa ancora di due anni, ovvero entro il 31 dicembre 2012 per consentire al Parlamento, questa è la motivazione che viene data, di varare la riforma di tali organismi.

A tal proposito, vorrei ricordare come questa riforma sia stata approvata dal Senato il 25 maggio 2011 e trasmessa all’altro ramo del Parlamento per l’approvazione definitiva. È trascorso più di un anno ed il provvedimento è ancora all’esame della Commissione esteri della Camera. Tutto questo mi fa pensare, con molta tristezza, come sia evidente la totale mancanza di considerazione di cui godono gli italiani all’estero.

I nostri emigranti hanno conquistato, tra privazioni e difficoltà, una piena coscienza dei loro diritti, una maturità civile che merita il più grande rispetto, ed il modo polemico, fortemente critico, con il quale pongono le loro rivendicazioni non è tanto il frutto di una generica protesta quanto il segno di una profonda volontà di contribuire, assieme a noi, a realizzare una nuova e più giusta società. Nei momenti difficili, Governo e popolo, tramite il Parlamento e le forze sociali e politiche, dovrebbero ritrovare nel dialogo una ragione di impegno comune. Questo per cercare di ricondurre a unità quelle due Italie che si sono costruite nel travaglio di difficili periodi storici senza disperdere il legame delle comuni origini e del valore delle proprie tradizioni.

Rinviare le elezioni al 2014 non ha alcun senso, è chiaramente una forzatura del tutto ingiustificabile e inaccettabile. Il ministro Giulio Terzi, nell’ambito dei lavori del Comitato di presidenza del CGIE, ha assicurato al segretario generale Elio Carrozza che «la motivazione del rinvio delle elezioni va ricercata nell’impossibilità di trovare i finanziamenti necessari per il rinnovo dei COMITES e del CGIE e non, come sosteneva il passato Governo, per attendere il completamento dell’iter della riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, già approvata dal Senato. Ebbene, è proprio su questi stanziamenti che ieri, in fase di discussione del disegno di legge, abbiamo assistito ad un fenomeno ancor più devastante ed illusorio per chi attende qualcosa che mai arriverà. Abbiamo appreso con immensa delusione che nella relazione tecnica veniva riportato uno stanziamento diverso da quello reale. La discussione in Commissione è stata incentrata sulla base dei documenti trasmessi dal Governo attraverso il decreto-legge, ma veniamo a conoscenza di una nota, trasmessa dall’ufficio legislativo del Ministero dell’economia alla Commissione bilancio, nella quale viene evidenziata la netta riduzione della cifra disponibile.

Il lavoro in Commissione si è incentrato su risorse inesistenti, passando dai 6.700.000 euro agli attuali 3.500.000 euro. Quella a cui abbiamo assistito è stata purtroppo un’altra pagina oscura della politica italiana nei confronti dei nostri connazionali.

Scusate, sono abbastanza emozionata (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, PdL, PD e Terzo Polo:ApI-FLI), perché questi giorni non sono stati un momento facile per me. Non è stato un momento facile, perché ho assistito a tante espressioni non solo di disprezzo, però forse di incapacità di pensare che veramente noi siamo italiani e ci sentiamo italiani. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, Terzo Polo:ApI-FLI e PD). Cosa facciamo qui? Non siamo qui solamente per gli italiani all’estero, ma anche e soprattutto per l’Italia, perché io sono in Italia e mi sento fortemente italiana. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, Terzo Polo:ApI-FLI , PD e CN:GS-SI-PID-IB-FI).

Concludendo, dichiaro a nome mio personale e del mio Gruppo, il voto contrario a questo provvedimento, in quanto non approviamo la proposta dettata dal Governo, poiché risulta palese l’intenzione di abolire tutti quei diritti acquisiti dai nostri connazionali, che lo Stato italiano dovrebbe tutelare e non dimenticare. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI, PD e della senatrice Contini. Congratulazioni).

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