dicembre 12, 2012 | In: Italiani nel mondo, Politica

Il coordinatore del MAIE Oceania ai microfoni di Radio Maie Mondiale parla di associazionismo, dell’importanza dell’ identità culturale e dei tre pilastri dei diritti degli italiani all’estero.

Roma, 12 Dicembre 2012: - In una nuova puntata del programma La Staffetta, trasmesso da Radio Maie Mondiale e condotto da Elisabetta Cassano, Guido Rosei  ha intervistato il Consigliere CGIE, Francesco Pascalis, coordinatore del MAIE Oceania.
Dopo aver parlato della sua esperienza personale di ”emigrato”, prima a Brisbane e poi a Melbourne (seconda città australiana per densità di popolazione, ma anche la prima per concentrazione di italiani)  Francesco Pascalis ha focalizzato alcuni aspetti che rappresentano i punti del programma dei candidati MAIE alle prossime elezioni politiche 2013, non solo in Australia, ma in tutta la circoscrizione estero.
Alla domanda del conduttore su: “Cosa vogliono gli italiani residenti  in Australia, oggi?” Pascalis ha innanzitutto risposto che il primo focus da fare è quello sul mantenimento dell’ identità culturale e della lingua.

“Le generazioni di mezzo hanno sofferto un po’ della specificità culturale che vivevano in famiglia, soffrendo anche dei conflitti d’identità tra l’essere portatori di una cultura tradizionale, spesso rurale, e essere immersi in un contesto sociale completamente diverso; con il MAIE – ha spiegato Pascalis – e con le associazioni cerchiamo di far avvicinare le nuove generazioni all’Italia di oggi, che è decisamente diversa da quella dei loro nonni e genitori: di solito i giovani restano affascinati e si innamorano dell’Italia.”
“In secondo luogo – ha continuato Pascalis – ma non meno importanti, vengono quelli che ritengo tre pilastri fondamentali per gli italiani residenti all’estero: tutela, garanzia e sviluppo.”  “Quando si parla di tutela si parla soprattutto degli anziani e dei servizi ad essi rivolti  ha spiegato il coordinatore del MAIE Oceania  - come l’erogazione delle pensioni italiane, su cui permangono ancora delle problematiche  che possono e devono  essere risolte; il miglioramento della qualità della vita – intesa non solo in termini economici – ma ad esempio anche come mantenimento di momenti associativi,  indispensabili per mantenere vivo il legame tra le comunità, e tra queste e l’Italia. “Dobbiamo studiare delle possibilità sfruttando i mezzi di comunicazione” . Infatti,  anche riconoscendo la buona volontà di alcuni di aggiornarsi e imparare l’uso di internet, Pascalis ha sottolineato  che la televisione – RAI Internaional –   rimane il  fondamentale strumento di informazione della nostra collettività residente all’estero. Pascalis ha parlato di garanzia, riferendosi soprattutto all’efficienza dei servizi consolari. Bisogna garantire servizi ai connazionali più efficienti”. Infine, il terzo pilastro è quello dello sviluppo del settore economico commerciale:”Su questo fronte gli italiani – ha spiegato Pascalis -  sono una specie di “cavallo di troia” per le  società che li hanno accolti. Sono stati promotori e fruitori del made in Italy:bisogna sviluppare politiche che valorizzino il lavoro fatto fin qui, che rappresenta comunque un patrimonio costruito dagli italiani all’estero. ”

 

 

Antonella Rega

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