gennaio 31, 2013 | In: Economia e mondo produttivo

WhatsApp, ma non era gratis?

Roma, 31 gen 2013 - Rivolta nel web di utenti che credevano che una certa applicazione era gratis e invece no… molte volte si sono sentite storie di questo tipo e anche questa volta una notizia simile viene avvicinata alla popolare applicazione di messaggistica per telefonini denominata WhatsApp.
Si tratta di un software per smartphones che si applica a tantissime piattaforme, da iphone ad android, e che consente di chattare “gratis”.
Negli ultimi giorni invece molti utenti (tutti?) si sono accorti che gratis era il primo anno di prova e che a partire dal secondo in poi, il software sarebbe stato, moderatamente, a pagamento. E tanto per aumentare la confusione, il costo varia da telefonino a telefonino in quanto dipende dal contratto che si ha con il proprio gestore e con il “negozio informatico” dal quale si è scaricata l’applicazione. Tanto per fare un esempio se hai android scarichi gratis e usi gratis la chat per un anno e allo scadere pagherai 99 centesimi di dollaro. Se hai iphone scarichi a pagamento,  89 centesimi di dollaro, e non pagherai dopo, fino ad eventuale cambiamento del servizio. Quindi in un modo o in un altro questa popolarissima applicazione e’ , ovviamente, a pagamento pur se con modalità lievemente differenti.
E allora perche’ la rivolta sul web?

Guido Rosei

I commenti sono chiusi.

-->
Questo sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di terze parti. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy
x