giugno 25, 2013 | In: Economia e mondo produttivo, Scienze e tecnologia

Sicurezza stradale: mani sul volante e, sopratutto, zitti

Padova, 25 giu 2013 - La distrazione alla guida rappresenta una tra le cause principali di mortalità sulle strade. Negli ultimi anni si è cercato di ridurre l’impatto della distrazione sulla guida, sviluppando tecnologie che consentissero a chi guidava di mantenere il più possibile le mani sul volante e gli occhi sulla strada, come è confermato da uno studio pubblicato nel 2012 dall’ente nazionale americano per la sicurezza stradale NHTSA. Tale convinzione ha portato le aziende automobilistiche a sviluppare sistemi ad interazione vocale, i quali, oltre a permettere al guidatore di gestire vocalmente gli strumenti di bordo, gli consentono di eseguire altre attività senza la necessità di togliere le mani dal volante.

In uno studio finanziato dall’American Automobile Association (AAA) e condotto dal gruppo di ricerca guidato dal prof. David Strayer dell’University of Utah (USA) e a cui ha collaborato Francesco Biondi, dottorando dell’Università di Padova, l’interesse degli autori era rivolto a misurare l’impatto prodotto sulla guida dall’esecuzione di compiti secondari, tra cui, l’uso di un sistema ad interazione vocale. Attraverso la registrazione dell’attività elettrica cerebrale e dei movimenti oculari dei guidatori, gli autori misuravano il carico mentale prodotto dall’esecuzione di vari compiti e, di conseguenza, il loro impatto sulla guida.

La ricerca ha evidenziato come l’utilizzo del sistema ad interazione vocale avesse un impatto sulla guida molto peggiore rispetto a quello prodotto, ad esempio, dall’uso del telefono,  manuale o con auricolare. L’utilizzo di tale tecnologia portava, infatti, chi guidava a ridurre drammaticamente la probabilità di rilevare eventi di primaria importanza all’interno dell’ambiente stradale come, ad esempio, un pedone intento ad attraversare la strada sulle strisce pedonali.

La ricerca mostra quindi come le nuove tecnologie, seppur consentano di mantenere le mani sul volante e gli occhi sulla strada, portano ad un significativo peggioramento della guida e, di conseguenza, ad una forte riduzione della sicurezza. Questo a causa del fatto che l’attenzione del guidatore è maggiormente diretta verso l’esecuzione di attività diverse dalla guida.
Nonostante questi risultati, sembra però che le aziende automobilistiche non siano intenzionate a rallentare la corsa allo sviluppo di tali tecnologie, a meno che la legge non lo proibisca, come sottolineato da Ronald Montoya, editore dell’istituto di ricerca di Edmunds.com.

Guido Rosei

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