settembre 4, 2013 | In: Italiani nel mondo, Politica

III Congresso MAIE SUDAMERICA Ricardo Merlo: “Nuova fase: presentare nostro progetto politico agli italiani residenti in Italia”

Roma, 3 settembre 2013 – Si è tenuto a Buenos Aires, sabato 31 agosto 2013, presso il Circolo Ricreativo La Trevisana, il III° Congresso continentale MAIE SUDAMERICA con la partecipazione di più di un centinaio di delegati, dirigenti e militanti del Movimento Associativo provenienti da tutto il continente.

Il dibattito che ha caratterizzato il Congresso si è sviluppato a partire dalla valutazione del  risultato delle ultime elezioni politiche, che per il presidente, on. Ricardo Merlo, è stato  “eccellente ” e che segna “l’inizio di una nuova stagione del Movimento Associativo.”  Parole con le quali il Presidente ha preannunciato la nuova sfida politica del MAIE: ”Da oggi entriamo in  una nuova fase politica per costruire, insieme  ad altri amici, il MAIE anche in Italia.”

I lavori del Congresso si sono aperti con la relazione del Presidente MAIE Argentina, Mariano Gazzola, che ha ringraziato i presenti sottolineando che la vittoria alle elezioni politiche  è stata possibile grazie all’unità del Movimento Associativo che è “strutturato, serio, responsabile, presente nella nostra comunità e  vicino alla nostra gente” ribadendo che il lavoro però non è finito perché l’obiettivo adesso  è “vincere le elezioni dei Comites e del Cgie”.

Nel suo discorso Gazzola ha fatto riferimento all’eredità morale ricevuta dagli emigrati che hanno lottato per difendere e vedere riconosciuti i propri diritti  di cittadini  italiani, sostenendo che: “Noi del MAIE abbiamo un imperativo morale: prendere la collettività sulle nostre spalle e portarla avanti verso il futuro che si merita.”

Molti i messaggi di  saluto e adesione, anche da parte di chi – per motivi diversi – non ha potuto prendere parte a questo importante appuntamento: come quell’ on.Mario Borghese, assente perchè in missione in  Australia, “ Mi congratulo con il Presidente Merlo per l’organizzazione di questo congresso, cosi significativo dopo il fantastico successo del MAIE alle ultime politiche”e quello del magistrato Franco Fiumara (ex presid. Federazione Calabresa -FACA) che dalla Russia, dove si trova per un convegno, ha tenuto a ribadire la sua militanza nel Movimento Associativo “totale e incondizionato è il mio appoggio al Maie “; Michele Buscemi (Presidente Comites Caracas) in viaggio in Italia, ha inviato un messaggio ai presenti sottolineando che “ l’apporto di tutti darà i migliori risultati per quella che deve essere la sfida del MAIE nel prossimo futuro”; anche Ugo di Martino e Nello Collevecchio hanno confermato  la loro adesione dal Venezuela.

Dopo l’intervento di apertura del Congresso del presidente MAIE Argentina, Gazzola, hanno preso la parola gli altri coordinatori e delegati del MAIE.

A partire da Luis  Molossi, candidato italobrasiliano alle elezioni politiche di febbraio, che ha confermato il suo impegno: “Continuiamo così e rendiamo più forte il MAIE in Brasile”; a cui ha fatto seguito il discorso del delegato del MAIE San Paolo, Pier Luigi Mango, che ha sottolineato che il MAIE “E’ coerente con le proprie origini e con l’impegno preso con i connazionali . Mentre i politici improvvisati e senza una visione pensano alle prossime elezioni, noi del MAIE stiamo lavorando per il futuro delle prossime generazioni di italiani.”

Aldo Lamorte, ex candidato MAIE ha ricordato che:  “Anche in Uruguay siamo sempre vicini alla nostra collettivitá col Movimento Associativo”.

La coordinatrice dell’America Latina, Mirella Giai, senatrice della XVI legislatura,  da vera militante del MAIE non ha fatto mancare il suo messaggio di forza ai presenti:  “Noi  abbiamo una visione chiara e sappiamo cosa vogliamo, siamo un movimento fortissimo e non abbiamo paura di nessuno. Siamo creativi, i giovani saranno con noi  se noi gli diamo fiducia”. E poi ha aggiunto: “Sono felice di continuare a militare in questo grande movimento che mi da la possibilitá di continuare a lavorare nel campo dell’ assistenza sociale ai nostri connazionali piú bisognosi”.

Il Sen. Claudio Zin ha parlato del suo lavoro come parlamentare  al Senato, “un’esperienza nuova ed impegnativa”, dove ha cercato di portare all’attenzione dei colleghi il problema delle pensioni italiane pagate in pesos:” Continuiamo a lottare perché le pensioni italiane in Argentina siano pagate al giusto valore e non dimezzate dal governo e anche per cambiare l’impostazione della rete consolare: perché diventi un’ amministrazione efficace, dando ai viceconsolati i poteri e funzioni adeguati, non come sucede oggi che sono limitati.”

E’ venuto quindi il momento di affrontare uno dei temi caldi a Buenos Aires, cittá dove vive la comunitá italiana piú numerosa del mondo. A prendere la parola è stato Dario Signorini , coordinatore MAIE nella capitale e impegnato nella battaglia legale per impedire il trasferimento del monumento a Cristoforo Colombo, simbolo dell’italianità.

Su questo argomento, ma anche su quello delle pensioni italiane, ha fatto un intervento forte  il Coordinatore MAIE Buenos Aires,  che non ha mancato di sottolineare che “ il MAIE è l’unica forza politica  che sta lottando al fianco dei connazionali e con le associazioni di emigrati perché le altre forze politiche ( leggi il  PD Buenos Aires)  dormono o addirittura remano contro”.

L’intervento del Presidente del MAIE, quello più atteso, ha riservato non poche sorprese ai presenti.   L’on. Merlo,  infatti, ha parlato di una nuova fase politica del MAIE : “Siamo pronti ad aprire una nuova fase nel nostro percorso politico.”

“Da oggi cominciamo a lavorare  per costruire,  insieme ad altri amici, anche il MAIE Italia – ha spiegato Ricardo Merlo.

“ La prima fase é stata quella di consolidarci in America Latina, la seconda mettere le nostre basi in tutto il resto del mondo, ovunque vivano gli italiani all’estero. Adesso, nella terza fase, sentiamo il dovere di “sbarcare” anche in Italia.

In un momento in cui la nostra Repubblica attraversa un periodo di grandi fibrillazioni e confusione vogliamo contribuire col nostro pensiero e la nostra azione politica a ricostruire un paese il cui sviluppo è stato pregiudicato da erronee politiche economiche e sociali.”

Questo Congresso continentale, quindi, ha dato l’occasione alla dirigenza del MAIE del Sudamerica di elaborare e approvare un testo che sarà sottoposto a breve ai quadri politici MAIE degli altri continenti e – secondo quanto dichiarato dal presidente -  diventerà la nuova “dottrina” del Movimento Associativo.

” Comiciamo oggi approvando questo documento (allegato) di principi base per la nostra azione politica. Come MAIE  cercheremo di essere protagonisti nelle prossime elezioni europee ma anche nelle prossime elezioni politiche italiane. “ ha concluso, quindi,  il Presidente.

Al III° Congresso Continentale MAIE Sudamerica erano presenti più di 100 delegati provenienti da tutto il continente  tra i quali: l’avv. Luis Molossi, Pierluigi Mango e Ruggero Mango (Brasile), Gino Amoretti (Perú), Alberto Poletti (Paraguay), Aldo Lamorte e Elvio Piccarelli (Uruguay); dall’Argentina la Sen. Mirella Giai (MAIE America Latina), Mariano Gazzola (Coord. Maie Argentina) il Sen. Claudio Zin (Vice Presid. Argentina), Dario Signorini, Graziela Laino (Pres. Comites Buenos Aires), Juan Balestretti, Vito Santarsieri, Juan Pallito, Enzo Elmo, Felipe Loretti, Iside Donadón, Carlos Garilli, Renato Guglielmucci, Mariano Tomatis, Mari Lamagna, Norma Mancinelli, Luciano Stizzoli (Coordinatori MAIE della circoscrizione consolare Buenos Aires), Antonio Pontoriero (Pres. Federazione Calabresa – FACA), Antonio  Coppola e Stella Occhiatto (Morón), Gerardo Pinto, José Ortega (Lomas de Zamora), Lucas del Chierico, Franco Tirelli, Raul  Pacillio, Maria Sparisi, (Rosario), Rodolfo Borghese e Luis Casanegra (Córdoba), Marcello Romanello e Celeste D’Inca (Mendoza), Juan Carlos Paglialunga, Leandro Aiello e Alejandro Gresia (Bahía Blanca), Adriano Toniut e Marcello Carrara (Mar del Plata), Guillermo Rucci (La Plata), in rappresentanza dell’ associazione Italia Duemila e Santo Ianni, Antonio Groppa (La Plata-Buenos Aires), G. Corti (Tandil), Nestor Marcolongo (Necochea), Marcela Murguia (Chaco).

Guido Rosei
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DICHIARAZIONE DI PRINCIPI E OBIETTIVI GENERALI DEL MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL’ESTERO
Buenos Aires, Agosto 2013

A soli cinque anni dall’essersi costituita come una nuova forza politica italiana all’estero, il nostro Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) ha già tracciato un cammino.

Siamo l’unica forza politica nata all’estero che ha ottenuto una rappresentanza nel Parlamento italiano, e perseguiamo i nostri obiettivi che, fin dall’inizio, sono coerenti, chiari e semplici:

• Rafforzare la capacità di attenzione delle reti consolari, in modo che gli italiani all’estero ricevano una migliore qualità di servizi;

• Promuovere politiche di protezione sociale e di assistenza per gli italiani nel mondo, e

• Lottare affinché le politiche pubbliche del governo italiano e l’organizzazione dello Stato, considerino gli interessi e i bisogni degli italiani all’estero una priorità.

Ci impegniamo a non trascurare questi primari obiettivi, ma sentiamo la necessità di integrarne a questi anche degli altri, perché l’Italia sta vivendo un momento storico particolarmente delicato nel campo sociale, economico e, soprattutto, in termini di moralità pubblica.

Il MAIE non è estraneo alle sfide del presente e, quindi, non farà venir meno l’impegno e il proprio contributo che sente di dover offrire, oggi, al proprio Paese, in quanto forza politica democratica.

Perciò, senza trascurare gli obiettivi a cui già stiamo lavorando, ci proponiamo di offrire il nostro contributo in quattro aspetti particolari:

• In primo luogo, lavorare per superare l’individualismo come filosofia sociale, sostenendo una visione solidale e un destino comune per tutti gli italiani.

Nel MAIE crediamo che il momento storico che ora vive l’Italia sia segnato da una profonda crisi di valori; perciò aderiamo al concetto di “uomo creativo” in contrapposizione a quello di “uomo indifferente” e sosteniamo che è “la persona” il fine ultimo della nostra azione politica.

Una visione di lavoro collettivo e di mutua assistenza è quella che ha caratterizzato l’immigrazione italiana in tutto il mondo e in tempi diversi, dando origine a forme di organizzazione quali l’associazionismo che ha arricchito e rafforzato il contributo degli italiani alle varie comunità di appartenenza.

Perciò, il nostro impegno politico e sociale è quello di lavorare affinché la solidarietà e il destino comune degli italiani si impongano, così come una visione che metta l’uomo al di sopra del mercato e non viceversa.

• Secondo: contribuire a recuperare la politica come nobile attività di servizio pubblico, dando particolare risalto ai giovani. Partiamo dal presupposto della necessità di incoraggiare l’impegno sociale delle strutture politiche della comunità, e che queste si trasformino in espressioni genuine di partecipazione sociale. Lo facciamo perché crediamo nel messaggio del Papa Francesco, quando ci dice che “fare politica è un obbligo (…) Dobbiamo fare politica perché la politica è una delle più alte forme di carità, perché ricerca il bene comune. “(Discorso del Papa Francesco agli studenti delle scuole dei gesuiti d’Italia e Albania. Sala Paolo VI, 7 Giugno 2013).

Noi sosteniamo che il passaggio verso la vera globalizzazione, una globalizzazione dal volto umano, implichi che le donne e gli uomini, i giovani e gli anziani, tutti, possano sentirsi realizzati in una comunità organizzata. Ma senza la politica, quella comunità andrà alla deriva in balìa degli interessi di pochi potenti.

L’originalità, la creatività e la forza delle nuove generazioni, dei più giovani, sono una componente vitale che la politica dovrebbe incorporare e privilegiare da subito. Questo è il nostro impegno.

• In terzo luogo, promuovere l’Equità Sociale per tutti gli italiani. Negli ultimi anni, l’Europa in generale, ma in particolare l’Italia, hanno vissuto una regionalizzazione che non ha soddisfatto le aspettative e i legittimi sogni di ampi settori della società.

Il Capitalismo europeo si è consolidato in una delle sue versioni più selvagge, spinto da idee neoliberiste e concretizzato con una razionalità tecnocratica che si è impossessata della politica e l’ha allontanata dal sentimento della gente, trasformandosi, e spesso mettendosi anche contro, le maggioranze popolari.

Tutto questo, coincide con l’allarme: “Guidata da una tendenza che favorisce il lucro e accentua la concorrenza, la globalizzazione segue una dinamica che porta alla concentrazione del potere e della ricchezza nelle mani di pochi, non solo delle risorse, fisiche e monetarie, ma anche di tutte le informazioni e delle risorse umane .”(Documento finale della Conferenza generale dell’Episcopato dell’America Latina e dei Caraibi. Aparecida, maggio 2007).

Quindi, noi sosteniamo il concetto di Equità Sociale per tutti gli italiani, che implica scoraggiare la speculazione del capitale finanziario, mettere il lavoro e la dignità dei lavoratori, dei piccoli e medi imprenditori e dei commercianti al centro degli sforzi pubblici e privati, proteggere i bambini e gli anziani, sostituendo alla logica di mera accumulazione economica un approccio produttivo, solidale e distributivo con la produzione come vettore di crescita economica.

• Quarto, sviluppare gruppi di lavoro, proposte e strumenti di governo capaci di realizzare politiche pubbliche efficaci, con rigore professionale, ma senza l’ideologia tecnocratica.

Ciò che i governi e gli stati fanno o non fanno oggi ha conseguenze significative nella vita della società e influenza le condizioni sociali che le nuove generazioni devono affrontare.

Per questo motivo, la formulazione delle politiche e l’amministrazione della cosa pubblica non possono essere consegnati nelle mani dei tecnocrati. La tecnocrazia è una sorta di “governo degli esperti” che, sulla base di una supposta superiorità di conoscenze e competenze, finiscono per rappresentare gli interessi di pochi, a scapito degli interessi della maggior parte dei cittadini.

In questo contesto, l’impegno del MAIE è quello di intensificare gli sforzi per la formazione di squadre di governo, composte da donne e uomini, soprattutto giovani, con forte impegno sociale, propensione al lavoro di gruppo, sana vocazione a trasformare la realtà e con una buona formazione personale e professionale.

E’ questo il modello MAIE di dirigenti che vogliamo, che possono contribuire alla crescita della democrazia italiana, nel presente e nel futuro.

In breve, niente di quello che abbiamo fatto finora è stato vano e ogni obiettivo fondante rimane vigente. Ma ora il MAIE si pone nuove mete e lavoreremo uniti per raggiungerle.

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