ottobre 27, 2013 | In: Cultura e Arte

Lou Reed muore a 71 anni a Long Island

Roma, 27 ott 2013 – “In piedi, in un angolo… valigia in mano” cosi’ cantava nella sua famosa Sweet Jane, Lou Reed, morto oggi a 71 anni, a New York. E’ l’autore di quello che chiamava “wild side”, della parte oscura della forza, della nostra e della sua meta’ buia illuminata troppo precocemente e avventatamente dall’elettroshock giovanile. E’ il filosofo-cantore che si ricorda sempre di avere un’altra coscienza, quella che si trova sull’altro marciapiede buio della strada che sta percorrendo. E’ l’artista totale che con la sua voce profonda e quasi timida, non osa cantare ma solo raccontare cantando quello che gli appare nella sua New York, la sua citta’ la sua unica grande citta’, emblema di tutte le grandi citta’ del mondo.

Intensa la sua vita artistica. Dai mitici Velvet Undrground, alle creazioni musicali assieme ad Andy Warhol e poi sotto l’ala di Bowie quando esce il suo Transformer nel 1972. Mai grandissimi successi di vendita ma enorme influenza su tutta la musica e tutti i musicisti. Intensi anche i suoi eccessi, alcool droga, i soliti insomma… e le sue frecciate al music business di cui in qualche misura faceva parte a malincuore. “La musica digitale? sembra merda… “, “il mio album non vende abbastanza?… davvero?…”.

Gli era stato trapiantato un fegato nuovo ad aprile di quest’anno e lui ci aveva quasi scherzato sopra, “sono il trionfo della moderna medicina, della fisica e della chimica – aveva detto dopo l’intervento – Sono piu’ forte che mai e pronto a tornare a suonare su un palco, e scrivere ancora piu’ canzoni per connettermi con i vostri cuori e i vostri spiriti e con tutto l’universo ben dentro al futuro”.
Ma di tempo non ce ne e’ stato abbastanza. “Come ha fatto a passare cosi’ in fretta? – si chiedeva – solo ieri avevo 19 anni”. Odiava la stampa, ad un reporter rispose seccato: “come faccio a rimenere creativo? mi masturbo ogni giorno ok?”.

“Mi trovo a mio agio a New York, mi spavento… in Svezia… una specie di vuoto, sono tutti ubriachi, funziona tutto. Se ti fermi ad un semaforo e non spengi il motore, la gente si avvicina e ti chiede come mai. Sull’armadietto delle medicine c’e’ il cartello con scritto In caso di suicidio rivolgersi a… in televisione un intervento ad un orecchio… questo mi spaventa. Qui a New York no.”

“Ho sempre creduto che vi e’ una incredibile quantita’ di cose che si possono dire grazie ad una canzone rock” disse “e puoi dire roba seria se riesci a non perdere il ritmo”.
“Hey babe” cantava in Berlin, “mi mancherai adesso che te ne sei andato”. Anche a noi mancherai.

Guido Rosei

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