aprile 18, 2014 | In: Cultura e Arte

Lutto a Macondo, il sig Buendia e’ morto davvero

Roma, 18 apr 2014 – Stavolta purtroppo e’ vero. Dopo che la sua pseudo morte e’ stata cronaca annunciata per molte volte negli scorsi anni e per altrettante volte smentita, ieri e’ mancato a Citta’ del Messico, Gabriel Garcia Marquez, indimenticabile artista della parola, nobel della letteratura nel secolo scorso.
Il romanzo che lo ha fatto conoscere al mondo intero , Cent’anni di solitudine, e’ stato stampato in piu’ di sei milioni di copie e letto da una generazione di appassionati che scopri’ il realismo magico delle sue parole.

Le vicende della famiglia Buendìa, per piu’ di cent’anni nell’immaginario e realissimo villaggio di Macondo, sono il simbolo di un Continente rimasto silenzioso per troppo tempo nonostante tutti i suoi pensatori originali, le sue lotte atroci, le sue musiche soavi, la sua arte lussureggiante.
“Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era cosí recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. …” Questo l’indimenticabile incipit. Addio Buendia!

Guido Rosei

I commenti sono chiusi.

-->
Questo sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di terze parti. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy
x