giugno 5, 2014 | In: Ambiente, Scienze e tecnologia

World Environment Day 2014

Roma, 5  giu 2014 – Quest’anno la Giornata dedicata all’Ambiente parte da Bridgetown, capitale delle Barbados, isola caraibica scelta dall’ONU come esempio dei paradisi terrestri minacciati dai cambiamenti climatici, dove gli abitanti intonano un simbolico coro «Alziamo le nostre voci, non il livello del mare».

Chi guarda al caso di Bridgetown come qualcosa di lontano sbaglia. Siccità, anticipo delle stagioni scarsità di risorse idriche creano squilibri produttivi e crescenti disagi socio-economici anche da noi. Infatti, gli effetti del global warming si possono leggere chiaramente nelle stime di produttività agricola per i prossimi anni sul rapporto redatto dalla Universal Ecological Fund sulla base dei dati e delle previsioni dell’IPCC, della FAO, dell’UNICEF volto a quantificare l’impatto sull’agricoltura del prevedibile aumento di 2,4 °C delle temperature globali. Il rapporto stima perdite complessive del 10% su tutti i cereali prodotti in Europa – dato questo allarmante visto che il nostro continente è ancora il più grande produttore mondiale di grano. In Italia, ad esempio, le flessioni previste nel settore cerealicolo (in milioni di tonnellate) tra 2008 e 2020 saranno da 8,8 per il frumento a 7,9 ; mais da 9,4 a 8,5; soia da 0,34 a 0,31.

E se accanto ai cali produttivi si somma il decadimento delle qualità nutrizionali delle colture dovuto all’aumento di CO2 – come dichiara uno studio sull’argomento recentemente pubblicato su Nature – significa che siamo di fronte alla più grave minaccia alla salute associata al cambiamento climatico mai dimostrata finora.

Anche in considerazione dell’appuntamento di expo 2015, dedicata al tema «Nutrire il Pianeta», ricordare l’appuntamento odierno significa raccogliere la sfida di sensibilizzare a una maggiore responsabilità verso i problemi ambientali, e alla consapevolezza della necessità di essere coinvolti nelle politiche che interessano il territorio a indicare nuove soluzioni per un uso equilibrato delle risorse e per un’alimentazione sana.

Chi non crede ancora alla necessità improrogabile di uno sviluppo sostenibile, può cominciare a riflettere sulla considerazione del segretario Onu Ban Ki-moon: “Many say our world is at a tipping point. If we do not act together, if we do not act responsibly, if we do not act now, we risk slipping into a cycle of poverty, degradation, and despair.”

Guido Rosei
(da elisabettacassano.it)

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