settembre 9, 2014 | In: Italiani nel mondo, Politica

Edda Cinarelli presenta la donnola come il guardiano del pollaio!

di Mariano Gazzola (CGIE Argentina)

Non bisogna essere molto intelligenti, dopo aver letto l’intervista che venerdì 5 settembre 2014 ha fatto all’ex senatore Caselli, per capire per chi lavora Edda Cinarelli, quali siano i suoi valori professionali e quali i suoi obbiettivi.E’ curioso che, con  ben 3 legislatori eletti in Argentina al Parlamento italiano dalla stragrande maggioranza della nostra comunità  (ossia il  50% degli elettori,  con sette liste in campo) la Cinarelli scelga di intervistare altre persone su argomenti che ci riguardano direttamente, in quanto cittadini italiani ed elettori.E’ come se, per usare una metafora attuale, se dopo il risultato del mondiale di calcio dove Germania e Argentina sono stati i protagonisti della finalissima,  un giornalista sportivo scegliesse di intervistare un giocatore della panchina della… Croazia! Assurdo!Ma cominciamo dal titolo dell’articolo in questione: “I voltaggabana che ci rappresentano nel parlamento italiano”.Un lettore ingenuo  è indotto a credere leggendo il titolo che l’articolo si riferisca alla persona di seguito intervistata  dalla Cinarelli, ossia Esteban Caselli; personaggio,  tra l’altro, presentato come un “senatore italiano dal 2008 al 2013, eletto nelle liste del Popolo della Libertà”. Ricordando però che il già Senatore Caselli,  si presentò alle ultime elezioni (2013) con una lista che si chiamava “Italiani per la libertà” e concorrente della lista del Popolo della Libertà.
Ma in realtà il titolo si riferisce a ben altro: infatti, continua con la vicenda del monumento a Cristoforo Colombo.

Quello che stupisce, anzi, ci offende, essendo pubblicato su un periodico della Comunità degli Scalabriniani, è che la “giornalista” utilizzi l’aggettivo “boliviana” con l’evidente obbiettivo di sminuire i meriti della Tenente Colonnello dell’Esercito Argentino, Juana Azurduy. Ma se ricordiamo chi sono gli amici politici in Argentina della Cinarelli, non può stupire più di tanto questo ricorso alla xenofobia: per fortuna si tratta di persone appartenenti a settori  minoritari e per niente rappresentativi della nostra comunità italiana.
Ma il più bello della Cinarelli è la sua affermazione: “Anche il MAIE  ha taciuto”.

Ma, rispettosamente, in quale mondo vive la Cinarelli? Quali giornali legge? Sul serio la Cinarelli è convinta che il MAIE  abbia taciuto sulla questione del trasferimento della statua di Colombo? Davvero non ha mai letto l’infinità di comunicati stampa rilasciati da diversi esponenti del MAIE sulla questione? Non sa della manifestazione davanti al Monumento di Colombo promossa  dai dirigenti del MAIE di Buenos Aires? Non sa che uno degli avvocati che ha promosso gli  “amparos” contro la decisione di spostare il monumento è proprio il Coordinatore MAIE di Buenos Aires?  Davvero la Cinarelli non ha mai letto che il MAIE é stata l’unica forza in Parlamento che ha presentato interrogazioni parlamentari per chiedere un intervento del governo italiano contro la rimozione (30 gennaio 2014)?(*)

Ma certo che la Cinarelli queste cose le sa! Fa solo finta di non saperle, per compiacere il suo capo, che di certo non è il direttore di Voce d’Italia!Il servilismo verso il suo vero capo, l’ex Senatore Caselli,  è ancora più evidente quando gli chiede della questione dei  brogli elettorali.  Ella introduce l’argomento ricordando che: “Dopo le elezioni, a partire da quelle del 2006, ci sono sempre stati sospetti di brogli”.
La Cinarelli ha di fronte a sé proprio il candidato che, nelle elezioni politiche del  2008, senza nemmeno saper parlare una parola in italiano, e perlopiù sconosciuto alla comunità italiana, vinse un seggio al Senato con “ben”  50.000 preferenze, mentre il più votato della sua lista alla Camera non arrivava nemmeno a 12.000!
Lo stesso candidato che, nel 2013, sapendo di non riuscire a replicare tale strabiliante risultato, perché non aveva più la possibilità di fare quello che aveva fatto  –  e prevedendo una debàcle elettorale  -  come ultima risorsa, aveva legato la sua candidatura a quella di una soubrette televisiva, quale co-equiper, per riuscire ad assicurarsi qualche preferenza reale.

Nonostante ciò, riusciva ad ottenere appena 7.000 voti di preferenza. (Suona strano, vero? Dopo le 50mila!!)

Ma questa giornalista,  invece di domandare  se sono vere le accuse di brogli per le quali in Italia è ancora aperta un’inchiesta della Magistratura a suo carico, se sono vere le accuse di frode nei suoi confronti, se sono vere le accuse di aver distribuito dossier contro il cardinale Bergoglio, si limita a domandare candidamente: “Lei non aveva denunciato che ce n’era stato uno anche alle ultime elezioni?”

Che fa? Ci presenta la  donnola come il guardiano del pollaio?

E poi che dire dell’odiosa insinuazione che la Cinarelli consente a Caselli di fare sull’elezione  del Presidente del MAIE, quando dice che Ricardo Merlo ha preso 71.000 preferenze, come se fossero sospette. Facciamo presente che nelle elezioni precedenti, quelle del 2008, il Presidente Merlo aveva preso 52.000 preferenze  e, ancora prima,nel 2006, 44.000.  Un trend “obiettivamente” in continua crescita, e non certo assimilabile all’incredibile ascesa e allo sconcertante crollo dei risultati elettorali dell’ex sen. Caselli.
Secondo noi, una brava giornalista avrebbe dovuto chiedere a Caselli : “Come mai,  Senatore, le sue accuse di brogli contro il MAIE sono state già archiviate?(Tutte le accuse sollevate sono, infatti,  già state  giudicate inesistenti  dalla Giunta per le elezioni del Parlamento Italiano).”Ma questo la Cinarelli non l’ha fatto.
Ho avuto la possibilità di commentare questo articolo coi  legislatori del MAIE … la reazione è stata unanime, mi hanno tutti dato stessa risposta:  che questa gente parli così, vuole solo dire che il MAIE sta facendo le cose bene e loro stanno andando per la strada giusta.

Veramente la Cinarelli con questo suo articolo, ha dimostrato di essere ciò che in realtà è: ovvero non la caporedattrice della Voce d’Italia, ma la jihadista di Esteban Cacho Caselli.

Mariano Gazzola (CGIE Argentina)

 

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(*): di seguito alcuni documenti (2 comunicati stampa e un’interrogazione del MAIE)  a integrazione di quanto su esposto.

COMUNICADO DE PRENSA

 FEDIBA LOGRO EL AMPARO POR 90 días EN EL MONUMENTO A COLON

Fue determinante en la decisión de la Justicia, la representatividad de FEDIBA y los argumentos utilizados en su presentación como “amicus curiae”, en el amparo iniciado por la ong “Basta de demoler”.El “Juzgado Federal en lo Contencioso Administrativo nº12”, concedió el amparo pedido por la ong “Basta de demoler”, por un plazo de 90 dias, en el expediente contra la decisión del gobierno argentino de trasladar a Mar del Plata el monumento a Cristóbal Colón donado por la colectividad italiana en 1921 y que desde su inauguración se encuentra emplazado en Plaza Colón.En la determinación del Juez, fueron determinantes los argumentos presentados por FEDIBA (Federación de Asociaciones Italianas de la Circunscripción de Buenos Aires) que en su presentación mediante la figura de “Amicus curiae”, explicó la oposición de la Federación, que agrupa a alrededor de 130 asociaciones italianas de Buenos Aires y alrededores.En la presentación, hecha con el patrocinio legal del Dr. Darío Signorini, presidente de FEDIBA, se recordò la historia del monumento, desde el momento de la primera idea, de Antonio Devoto en 1905, hasta la inauguración del mismo, pasando por las colectas de fondos entre los italianos de toda la Argentina, que fueron dos, dado que lo recaudado la primera vez fue destinado a asistir a los heridos y mutilados de la Primera Guerra Mundial y a los deudos de los caídos en la misma.FEDIBA puso también de relieve los sentimientos que quisieron expresar los inmigrantes italianos donando el monumento: gratitud hacia la Argentina que los había recibido con los brazos abiertos, adhesión al Primer Centenario de la Revolución de Mayo y sentimiento de pertenencia a la sociedad argentina de la cual ellos, sus hijos y sus nietos fueron y son parte.En otras palabras, un regalo al pueblo argentino para subrayar el sentimiento de confraternidad entre argentinos e italianos.La representatividad de FEDIBA y los argumentos que explicó en su presentación, han sido determinantes en la decisión tomada por el Juez, el cual comunicó la medida tomada y los citados argumentos, tanto al Gobierno nacional como al Gobiernos de la Ciudad de Buenos Aires.Argumentos que FEDIBA ha expuesto en sus cartas y comunicados y que reafirmara durante el encuentro con las autoridades argentinas, el jueves pasado, durante la reunión en la Casa Rosada.FEDIBA, fiel al mandato recibido de las asociaciones que la componen y a la memoria de los inmigrantes italianos que donaron el monumento a Colón, seguirá comprometida en obtener que el mismo siga estando en Plaza Colón.


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COMUNICADO DE PRENSA-FEDIBA

EL LUNES 3 DE JUNIO, DIA DEL INMIGRANTE ITALIANO EN ARGENTINA, LA COLECTIVIDAD

SE REUNE EN PLAZA COLON PARA RECLAMAR QUE NO SAQUEN EL MONUMENTO

El lunes 3 de junio se celebra en todo el País el Dia del Inmigrante Italiano en Argentina, establecido por la ley 24.561, aprobada por el Congreso Nacional en 1995, un homenaje que los representantes del pueblo y de las provincias argentinas quisieron tributar a los millones de italianos que llegaron al País a lo largo de más de un siglo, y que con su capacidad, su esfuerzo, su trabajo, contribuyeron a engrandecerlo.Este lunes 3 de junio, la colectividad italiana se reunirá frente al monumento a Cristóbal Colón que sus antecesores donaron a la Argentina un siglo atrás y que hoy, incomprensiblemente, en modo inconsulto, se pretende quitar, desconociendo el generoso aporte de quienes nos precedieron y ofendiendo a los miles y miles de italianos que viven en la Argentina y a los millones de argentinos que tienen sangre italiana. Justamente la fecha elegida por el Congreso para homenajear a los inmigrantes italianos, es la del 3 de junio, día del nacimiento de Manuel Belgrano, uno de los padres de nuestra Patria e hijo de un inmigrante genovés.La Justicia ha dictado una medida cautelar para impedir que el monumento a Colón sea quitado, pero las instituciones que representan a la colectividad italiana, quieren reafirmar, ante el peligro de que se quiera seguir adelante con las operaciones para retirar la estatua, su total oposición al traslado y su alarma ante la posibilidad de que sea dañado.Por lo tanto se convoca a toda la comunidad italiana y a sus asociaciones para que se reúnan el lunes 3 de junio a las 17 hs frente al monumento, en Plaza Colón, para pedir que el monumento no sea quitado. Asimismo se invita a toda la sociedad, a todos cuantos consideran que la argentinidad se construye sumando y no excluyendo, porque como proclama nuestra Constitución Nacional, esta tierra está abierta a todos los hombres de buena voluntad que quieran habitarla.Estamos seguros de que las autoridades nacionales conocen y comparten dicho dictado, por lo que hacemos un llamado para que por medio del diálogo y escuchando el sentir de la comunidad italiana, se reafirme el respeto a la memoria de quienes donando el monumento, quisieron expresar su amor y gratitud a esta Argentina que es la patria de sus hijos, nietos y bisnietos.

 Graciela Laino-(Comité de los Italianos en el exterior, de Buenos Aires)
Darío Signorini -Presidente del ComItEs Presidente de FEDIBA (Federación de Asociaciones Italianas de Buenos Aires)

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 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03385

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17

Seduta di annuncio: 163 del 30/01/2014

 Firmatari

Primo firmatario: MERLO RICARDO ANTONIO

Elenco dei co-firmatari dell’atto  BORGHESE MARIO

Gruppo: MISTO-MAIE-MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL’ESTERO

Data firma: 30/01/2014

Destinatari

Ministero destinatario:

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO

 Attuale delegato a rispondere: GIRO MARIO – SOTTOSEGRETARIO DI STATO AFFARI ESTERI

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI delegato in data 30/01/2014

Stato iter: CONCLUSO il 08/07/2014

RISPOSTA GOVERNO 08/07/2014

Fasi iter:

RISPOSTA PUBBLICATA IL 08/07/2014

CONCLUSO IL 08/07/2014

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03385

presentato da

MERLO Ricardo Antonio

testo di

 Giovedì 30 gennaio 2014, seduta n. 163

 

MERLO e BORGHESE. — Al Ministro degli affari esteri, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

nel 1921, in occasione dei festeggiamenti del primo centenario dell’indipendenza argentina, la comunità italiana come segno di gratitudine per la generosità di questa terra nell’averli accolti fece, dono alla città di Buenos Aires, di un monumento raffigurante Cristoforo Colombo;

il monumento, di pregiatissimo marmo di Carrara realizzato dall’artista Arnaldo Zocchi, rappresenta, da circa un secolo, il simbolo di amicizia tra i due Paesi;

il Parlamento della città autonoma di Buenos Aires ha solennemente dichiarato che il monumento a Cristoforo Colombo fa parte del patrimonio storico ed artistico della città;

recentemente il Governo argentino ha deciso di spostare il monumento, collocato da sempre alle spalle della Casa Rosada, sede della presidenza argentina, nella città di Mar del Plata. Ciò per far posto, in questo posto simbolo, ad una statua della leader della guerriglia anti spagnola Juana Azurrduy, donata dal Governo boliviano;

nonostante le vibrate proteste dell’intera comunità italiana il Governo argentino, con il preteso di dover procedere ad un restauro del monumento a Cristoforo Colombo, 29 giugno del 2013, lo fece rimuovere;

tutto ciò, oltre ad essere stato oggetto di numerose manifestazioni e interventi sui mass-media locali, nazionali ed internazionali, ha interessato anche i competenti organi giurisdizionali;

il tribunale federale, aveva già accolto il ricorso contro lo spostamento concedendo una sospensione di 90 giorni;

a seguito di tanto giustificato clamore, della decisa opposizione della Federazione delle Associazioni italiane del distretto di Buenos Aires (Fediba) e dei Comites locali è stato deciso di accantonare il progetto di trasferire il monumento a Cristoforo Colombo a Mar del Plata;

secondo le informazioni date dalla stampa Argentina, la temporanea rimozione avvenuta il 29 giugno 2013 avrebbe prodotto ulteriori danni e questo ora necessiterebbe di un vero e proprio intervento di restauro;

se il Governo sia a conoscenza dei fatti espressi in premessa e quali siano i suoi orientamenti al riguardo;

se non si ritenga di dover intraprendere, in considerazione del valore artistico, culturale e simbolico del monumento a Cristoforo Colombo, tutte le iniziative atte a conservare nel miglior stato possibile tale opera, concordando, ove fosse possibile, con le autorità locali e nazionali un sollecito piano di restauro conservativo. (4-03385)

 

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 8 luglio 2014

nell’allegato B della seduta n. 259

4-03385

presentata da

MERLO Ricardo Antonio

Risposta. — Il Governo è a conoscenza dallo scorso anno dell’intenzione della Presidenza della Repubblica argentina di rimuovere il monumento raffigurante Cristoforo Colombo situato in Piazza Colón a Buenos Aires e che fu donato dalla collettività italiana residente in Argentina in occasione delle celebrazioni per il centenario della rivoluzione di maggio.

Sin dall’emergere delle prime indiscrezioni relative al progetto di trasferimento del monumento, l’ambasciata a Buenos Aires si è tenuta in contatto con i rappresentanti della collettività (Presidenti Feditalia, Fediba, Comites di Buenos Aires, Intercomites) al fine di favorire il dialogo con il Governo della città di Buenos Aires e la Presidenza della Nazione.

Il Governo italiano ha quindi costantemente seguito l’evoluzione dei colloqui tra i rappresentanti della collettività e i rappresentanti della presidenza e del governo della Città di Buenos Aires sostenendo l’individuazione di una soluzione rispettosa del valore simbolico e affettivo del monumento per la collettività italiana.

Le istanze rappresentative della collettività hanno in particolare indirizzato nel gennaio scorso una lettera alla presidenza ed al governo della città di Buenos Aires in cui invitavano le parti ad intensificare il dialogo per raggiungere nel più breve tempo possibile un accordo reciprocamente vantaggioso per risolvere la questione.

In questo quadro, la presidenza e il governo della città di Buenos Aires hanno recentemente firmato un accordo sullo spostamento del monumento (pubblicato nel Boletìn Oficial il 7 maggio 2014) che prevede l’assunzione dei costi di trasferimento e restauro dell’opera da parte del governo nazionale e la presa in carico del monumento da parte della Città che sarà responsabile della sua manutenzione e salvaguardia.

L’accordo, in fase di ratifica da parte del parlamento nazionale e della legislatura di Buenos Aires, non indica la nuova ubicazione del monumento la cui individuazione spetterà al governo della città di Buenos Aires anche sulla base di studi tecnici del suolo resisi necessari in considerazione del peso del monumento (623 tonnellate). Secondo le indicazioni fornite ai rappresentanti della collettività il monumento potrebbe essere collocato nella «plazoleta Hidroavión» situata in prossimità dell’aeroporto «Jorge Newbery» sulle rive del Rio de la Plata.

Si informa, infine, che al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, in base a quanto segnalatoci, non risultano richieste di consultazione in merito ad interventi di conservazione o restauro del monumento in questione.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Mario Giro.

 

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