gennaio 12, 2016 | In: Cultura e Arte

Puoi sentirmi Major Tom?” Bowie non è qui

Roma, 12 gen 2016 - David Bowie è morto, improvvisamente per i più che non conoscevano le sue condizioni di salute (era affetto da un cancro). La generazione di artisti che ha guidato l’era dorata del rock e che ci ha dato una sensazione nuova di “potercela fare” ha una punta in meno. Ora le barriere che loro per primi avevano contribuito ad abbattere, stanno rialzandosi. Bowie, rispetto ai mostri sacri del rock che oggi hanno 70 anni, è stato senza ombra di dubbio il più creativo. Chi ascolta il suo ultimo lavoro Blackstar, sente ancora pulsare forte una ispirazione innovativa nei suoni e nelle parole. Qualcuno ha scritto su facebook: “prima Lou Reed, poi Joe Cocker, ora Bowie, cosa diventerà New York e il mondo?”.

Altre rock-star sembrano vivere solo per permettere ai loro fan di fare qualche selfie ai concerti. Ma David Bowie no. Era l’artista individuale che impersonificava in maniera spettacolare la meraviglia di chi negli anni 70 aveva vent’anni e voleva spalancare porte che erano chiuse da secoli da parte dei conservatori del mondo. Era la persona che guardava davanti e mai dietro, come negli epici sei minuti di Heroes dove si combatte contro la cacofonia ed il caos che ci immerge mentre tutto quanto sta diventando nuovo e diverso. Era la voce che ci ricordava sempre che “non è tutto qui! c’e’ di più di tutto questo!”

Il Rock oggi sembra essere irriconoscibile, lo sono i suoi interpreti. Tutti sembrano suonare cose vecchie tanto per rassicurarci un pò, per fare un pochino di protesta quanto basta in modo che tutto possa continuare tranquillamente ad imbonirci le coscienze, mentre vecchie barriere si rialzano. Bowie e pochi altri, hanno almeno indicato un mondo ed un modo in cui si riesce a rompere la normalità, in cui lo schock provocato dall’arte riesce a far breccia, finalmente, sulla “normalità”. L’arte così entra nella vita di tutti e tutti crescono un pò di più grazie a questa.

E a che punto siamo ora? E quindi come si deve e si può andare avanti?
“Ashes to ashes. Cenere alla cenere. Funk al funky.”

Guido Rosei

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